Organo dedicato allo studio della Pranoterapia e della Cristalloterapia con i migliori operatori del settore

DEONTOLOGIA

Il regolamento prevede che ciascuno associato presenti tutte le caratteristiche di conformità ed etica terapeutica per cui è nata la nostra associazione. Valori morali e professionalità sono norme a tutela del fruitore finale dell’operato del professionista.

Essere in regola con l’iscrizione all’associazione permette la Garanzia di aggiornamenti annuali e di un curriculum reale sempre consultabile da chiunque lo desideri e permettono la massima trasparenza informativa.

Art.1 L’associato si impegna pertanto ad accettare e rispettare a titolo individuale, associato o societario, lo Statuto e le norme riportate nel Codice di Etica e di Deontologia Professionale di seguito riportate. Il presente codice reca le norme deontologiche riguardanti l’esercizio della professione, gli interessi generali ad esso connessi, di tutelare l’affidamento della clientela, assicurare il decoro e la dignità professionale e il rispetto della legalità. 



Art. 2 L’inosservanza delle norme contenute nel presente codice dà adito al possibile allontanamento dell’associato secondo quanto previsto dallo Statuto dell’Associazione e del Regolamento Interno. 



Art. 3 Il comportamento deve essere consono al decoro ed alla dignità della professione che rappresenta.

Costituisce illecito deontologico:

– Ogni violazione dolosa al codice penale.

– Ogni tipo di abuso della propria posizione professionale.

– Qualunque comportamento che comprometta l’immagine della categoria professionale.



Art. 4 Il professionista si impegna:

– Ad operare nel proprio ambito di competenza per il quale ha ricevuto adeguata formazione.

– A mantenere un aggiornamento permanente fornito dall’associazione.



Art. 5 Il terapeuta è libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni etiche, pur impegnandosi, ove possibile, ad informare ed indirizzare verso chi possa aiutarlo a perseguire il suo obiettivo.

In ogni caso è tenuto alla salvaguardia del benessere della persona e alla sua privacy; eviterà dunque la riduzione o la banalizzazione della difficoltà portata dal cliente.



Art. 6 Il terapeuta è tenuto ad assistere il cliente nel percorso, di non creare dipendenza e di indirizzare il cliente in caso di sua indisponibilità a proseguire il percorso con un’altro terapeuta iscritto all’associazione.



Art. 7 Nella promozione della propria professionalità il terapeuta userà sempre comportamenti eticamente corretti.

Costituisce illecito deontologico:

– Fare dichiarazioni mendaci relativamente alla propria formazione professionale.

– Millantare in relazione alle proprie capacità professionali.

– Fare uso di titoli riservati ad altre categorie professionali.

– Fare dichiarazioni mendaci nei confronti di ogni altro tipo di professionista.

– Ogni tipo di artificio riconducibile al concetto di “concorrenza sleale” o di “pubblicità ingannevole”.



Art. 8 Il rapporto professionale ha carattere contrattuale con reciproci diritti e doveri. Il terapeuta ha la discrezionalità di prendere in carico il cliente.

Il contratto economico deve sempre essere pattuito in modo chiaro.

Costituisce illecito deontologico:

– Il rifiuto o l’interruzione del rapporto che non siano accompagnati dalle necessarie cautele per evitare disagi al cliente.

– Ogni tipo di illecito rilevabile legalmente relativo alla parcella.



Art. 9 E’ fatta raccomandazione, qualora se ne presentasse la necessità, di prestare il proprio intervento ad offerta o con parcella simbolica, nei confronti di persone in difficoltà finanziarie. 



Art. 10 A seguito del proprio livello di competenza e di ambito di intervento, il terapeuta è tenuto a non prolungare il proprio intervento che si sia dimostrato inefficace e suggerire, ove possibile, altro tipo di intervento professionale contattando l’associazione.



Art 11 Consigliamo di non iniziare terapie con parenti o amici o partner.



Art. 12 Il terapeuta in ogni campo operante è tenuto al segreto professionale.



Art. 13 Il Terapeuta, soprattutto, potendo ricevere confidenze particolarmente intime da parte del cliente è tenuto a porre molta attenzione al segreto professionale su tutto ciò che gli viene confidato o di cui viene a conoscenza anche in forma indiretta. 

Deve mantenere la riservatezza sulle prestazioni professionali, sia per quanto riguarda i contenuti, sia relativamente all’esistenza della stessa prestazione professionale, anche dopo la fine della stessa. La morte del cliente non esime dal segreto professionale.



Art. 14 Il terapeuta deve garantire che il segreto professionale sia esteso a tutte le persone che per loro condizione, stato o ufficio sono in contatto con il terapeuta e possono in qualsiasi modo avere accesso al segreto professionale.

Il terapeuta deve predisporre in modo tale che in caso di impedimento o a seguito della propria morte il materiale coperto da segreto professionale sia affidato all’associazione che si occuperà di assegnare nuovamente un terapeuta idoneo.



Art. 15 La rivelazione del segreto professionale è consentita all’interno della scuola formativa in forma anonima o a terzi con il consenso scritto o comunque reso ufficiale dal cliente, preventivamente informato sulla opportunità o meno della rivelazione stessa, purchè non violi la riservatezza di altre persone.



Art. 16 La rivelazione del segreto professionale (in alcune nazioni tra le quali l’Italia) è attualmente obbligatoria per il terapeuta su richiesta del giudice.

A tale riguardo il terapeuta in presenza di rivelazioni particolari o compromettenti è tenuto a mettere al corrente il cliente del dovere di testimonianza giudiziale.



Art. 17 Il terapeuta ha cura di ogni eventuale materiale relativo al cliente (cartelle cliniche, registrazioni dati, nastri audio, video, ecc.) salvaguardandolo da ogni indiscrezione.

Nel caso di pubblicazioni scientifiche, didattica o ricerca, farà in modo che non sia possibile l’identificazione dei soggetti, fatto salvo il consapevole consenso documentabile degli stessi.

In ogni caso, i soggetti debbono essere messi al corrente delle finalità d’uso del materiale.



Art. 18 Quando al terapeuta si rivolge una coppia o una famiglia, egli persegue il loro benessere considerandoli nell’insieme quale unico cliente.



Art. 19 Il minore ha diritto al mantenimento del segreto professionale nei confronti di chi esercita la potestà genitoriale.

Se il segreto può esporre il minore ad un rischio grave che egli non sia in grado di affrontare da solo, il terapeuta potrà segnalare la situazione a chi esercita la potestà di genitore con il massimo di salvaguardia possibile dei dati ricevuti in segreto ed avendone preventivamente informato il minore.



Art. 20 Il terapeuta che nell’esercizio della sua professione viene a conoscenza di qualsiasi forma di sfruttamento e/o violenza su un minore da parte di terzi può decidere di intervenire per contrastarla anche quando il minore è consenziente.

In tali casi, nell’interesse prevalente del minore, il terapeuta assumendosene la responsabilità di fronte alla legge, valuta la possibilità di violare il segreto professionale, segnalando la situazione a chi esercita la potestà di genitore ed in caso di latitanza o di complicità dello stesso, all’autorità tutoria di competenza.


Art. 21 Il terapeuta che instaura un rapporto di dipendenza, convenzione o collaborazione a vario titolo con operatori ed istituzioni, enti, associazioni e società di qualsiasi tipo, manterrà il rispetto del diritto di libertà ed indipendenza professionale che gli competono secondo il proprio ambito di competenza. Può chiedere l’intervento dell’Associazione qualora gli vengano richiesti comportamenti in contrasto con le norme del presente codice.

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